La Fontana del Nettuno è una monumentale fontana rinascimentale di Messina, realizzata nel 1557 da Giovanni Angelo Montorsoli. Rappresenta il dio del mare Nettuno che domina le figure mitologiche di Scilla e Cariddi, simboli dello Stretto di Messina
La Fontana del Nettuno è una delle opere più importanti del Rinascimento siciliano e la seconda grande fontana realizzata a Messina da Giovanni Angelo Montorsoli, allievo e collaboratore di Michelangelo, dopo la celebre Fontana di Orione. Fu completata nel 1557 su commissione del Senato cittadino.
Originariamente la fontana era collocata nell'area portuale, davanti alla Palazzata e rivolta verso la città. Nel 1934 venne trasferita nell'attuale sede di Piazza Unità d'Italia e orientata verso il mare.
Al centro del monumento si erge la statua di Nettuno, raffigurato mentre impugna il tridente e domina le acque dello Stretto. Ai suoi piedi si trovano Scilla e Cariddi, le celebri creature mitologiche associate alle pericolose correnti tra Sicilia e Calabria. L'intera composizione è interpretata come un'allegoria della forza della città capace di dominare le avversità del mare.
La fontana è riccamente decorata con cavalli marini, delfini, conchiglie, stemmi e bassorilievi. Le statue originali di Nettuno e Scilla, danneggiate nel corso della storia, sono oggi conservate presso il Museo Regionale di Messina, mentre nella fontana sono visibili copie ottocentesche realizzate rispettivamente da Gregorio Zappalà e Letterio Subba